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March 13 A. Franzin Valnoce-Basket Volpiano, 54-43 Partita di chiusura del campionato d'esordio
per i giovani del basket Volpiano;a causa del rinvio gli ospiti hanno
potuto allenarsi con continuità per preparare al meglio la partita,
soprattutto dal punto di vista mentale: in base al risultato
dell'andata (che ha visto prevalere le casacche verdi per 92 a 46)
sembra ci siano poche speranze per gli ospiti, ma i volpianesi,grazie
alla voglia di riscatto che ha caratterizzato fin qui il loro girone di
ritorno,partono subito forte riuscendo a mantenere un'ottima
concentrazione difesiva oltre che un buon gioco offensivo con delle
belle combinazioni (su tutte un bellissimo gioco a 2 tra messa e
bagnasco che porta al canestro di quest'ultimo).Il primo quarto si
chiude, a vantaggio dei padroni di casa, sul 15-10.
Il secondo quarto continua molto bene sulla stessa lunghezza d'onda del primo, con ottimi risultati in difesa e un notevole gioco in attacco in cui gli ospiti, per via di un arbitraggio ottimo e attento ai particolari (molti 3 secondi in area fischiati da entrambi i lati) e al lavoro di spaziatura svolto nelle ultime 2 settimane, riescono a giocare larghi creando molti spazi utili per andare a cercare conclusioni ravvicinate. Negli ultimi minuti della frazione però i padroni di casa, trascinati da un ottimo Leano (23 punti alla fine per lui), riescono a creare ulteriore vantaggio, andando a riposo a metà gara sul 31-20 (16-10 il parziale del 2° quarto). Il terzo periodo vede un leggero calo di concentrazione del volpiano che perde qualche pallone di troppo permettendo al Franzin Valnoce di incrementare ulteriormente il divario tra le due formazioni:dopo 30' il tabellone recita +17 per i padroni di casa, sul 46-29 (15-9 il parziale del 3° quarto). L'ultima frazione inizia subito male per gli ospiti,che devono rinunciare alla solita maiuscola prestazione del loro playmaker tascabile messa per via del 5° fallo commesso con ancora 8' minuti da giocare. La partita, invece di peggiorare come molti si aspettano, si riaccende grazie a 3 canestri consecutivi di bagatin e dalle ottime prestazioni difensive di dell'accio f.(molti rimbalzi conquistati) e di vincelli (molte palle rubate e, a giudizio di coach Russo, il migliore in campo). L'ultimo periodo, finendo 8-14 per il basket volpiano, fa concludere l'incontro sul 54-43 per i verdi di cantalupa. Ottima la gara degli ospiti che, grazie a un gioco di squadra, ha permesso di segnare a 9 dei 10 giocatori scesi in campo. TABELLINO : Messa 8, Vincelli 4, Albanese 4, Dell'Accio A. 2, Dell'Accio F. 2, Zanotto , Bagatin 14, Bagnasco 4, Sisci 3, Calabrese 2. Al termine del girone di ritorno i giovani del Basket Volpiano non possono che essere soddisfatti dei loro miglioramenti che li ha visti passare, rispetto al girone di andata, da 31,4 a 48,2 punti fatti a partita, da 69,2 a 62 punti subiti e che li ha visti ottenere la prima vittoria. March 01 ...e finalmente ho del tempo per scrivere!!! ECCOMI QUA!cavoli quanto tempo che non scrivevo un intervento su come me la passo!!troppo troppo tempo!oggi è il mio ultimo giorno di pausa dopo aver dato gli esami visto che domani inizio il secondo semestre...direi che dovrò decisamente organizzarmi meglio...per esempio iniziando a eliminare le ore,le tante ore, perse a cazzeggiare al pc....e poi a decidermi a saltare ogni tanto qualche impegno perchè se nel primo semestre a volte potevo permettermi di trascurare lo studio adesso non posso +...ho troppi esami e decisamente pesanti e non posso fare passi falsi dato il mio viaggio di agosto a cui non voglio rinunciare ma che cmq non mi permetterà di studiare...rimanere indietro al primo anno direi che è una cosa da evitare...purtroppo ora mi rendo conto che forse gli impegni che mi sono preso x qst anno sono troppi e infatti ho già pensato a come e quanto potrò fare attività extra-accademiche il prosimo anno...ma x qst ormai ho degli impegni che mi sono preso ed è giusto che li segua fino alla fine...ho dato la mia parola!basta scuse,basta cercare dei colpevoli...all'inizio poteva starci,anche xk purtroppo non sono uno molto bravo a separare vita privata da vita professionale e questo mi ha abbastanza complicato le cose...errare è umano si sa...ma perseverare no!(lo so il proverbio non dice così ma a me piaceva la frase!)...non posso + scaricare i miei casini ad altre cose...ormai è giusto che mi assuma le mie responsabilità nel bene e nel male!non sono uno che ottiene risultati con delle capacità fuori dalla media...x qnt cmq mi ritenga un ragazzo molto intelligente ho bisogno di molta costanza e molta applicazione per ottenere dei risultati...e anche se so che è faticoso e che preferirei avere un super cervello so anche che tempo speso a desiderare è tempo perso...e quindi è venuto il momento di rimboccarsi le maniche!!!chiedo infine scusa se ho trascurato un po' certi rapporti con molte persone (spero di poter dire con molti di voi lettori xk così vi saprei interessati al mio blog..) ma ho gestito male i miei impegni e x salvare l'uni e gli altri progetti che ho e che sto costruendo ho fatto qst scelta sicuro di aver imparato la lezione e desideroso di non commettere di nuovo lo stesso errore!grazie a tutti quelli che mi sono stati vicini e che mi hanno cercato...ho avuto molto bisogno del loro appoggio!!!ora penso di aver scritto abbastanza...non voglio annoiarvi!ciao a tutti allora e buon inizio di primavera visto che ormai è alle porte!!! February 17 "La storia della matita" di Paulo Coelho:Il bambino guardava la nonna che stava scrivendo una lettera. A un certo
punto, le domandò: February 15 Baket Volpiano-Polisportiva Venaria , 65-92Partita che, in base al risultato dell'andata,sembra riservare per gli spettatori una gara a senso unico,ma che non si dimostra affatto tale:spinti dalla grinta e dalla voglia di riscatto i volpianesi passano subito in vantaggio per 2-0 e tengono testa al venaria,chiudendo il primo quarto 13-20 in favore degli ospiti. Nel secondo periodo i volpianesi si avvicinano ancora di più, arrivando sul 23-28 dopo 16 minuti,ma poi mollando subito dopo concendendo agli avversari di allungare grazie a un parziale di 15-0 che lascia un segno indelebile sulla gara,nonostante il miniparziale di 5-2 a fine quarto(parziale del 2° periodo di 15-25, 28-45 all'intervallo). La terza frazione, dopo un discorso lungo negli spogliatoi, fa registrare una buona reazione dei padroni di casa che tuttavia, per colpa delle solite amnesie difensive, cedono nel parziale 19-24 (47-69). L'ultimo quarto segue lo stesso andamento di quello precedente e si chiude sempre in favore degli ospiti di 5 punti (18-23) sempre a causa delle mancanze difensive che annullano il buon lavoro in fase offensiva. La partita termina 65-92 per il Venaria, ma lascia ugualmente il sorriso ai volpianesi nonostante la sconfitta grazie al netto e vistoso miglioramento dimostrato rispetto alla gara di andata. Ci si affaccia quindi all'ultima settimana di campionato (venerdì 20 contro il Franzin Valnoce a Cantalupa) con ottimismo e voglia ulteriore di miglioramento e, perchè no, di vittoria. February 10 Basket Volpiano-Ginnastica Torino, 61-42 Al "palaoratorio" va in scena un'altra gara delicata per i padroni di
casa che hanno ancora l'amaro in bocca per la sconfitta subita per 2
soli punti della settimana precedente. I volpianesi partono molto
bene,passando subito avanti(vantaggio che non perderanno mai per tutta
la gara) aprendo l'incontro con il parziale di 7-2;tutto il primo
quarto viene giocato a questo ritmo e, dopo aver fissato il minimo
vantaggio a +3 (13-10),la squadra di casa segna un canestro un attimo
prima della fine della prima frazione(15-10).Il secondo quarto, giocato
molto bene in difesa e di velocità e contropiede in attacco, mette in
mostra un bel gioco di squadra dei volpianesi che si dimostrano non
solo belli,ma anche concreti:il secondo quarto,giocato a altissimi
ritmi dall'inizio alla fine,finisce 16-4 ( col punteggio di 31-14 a
metà gara per la squadra di casa). Il terzo quarto, a causa del
vantaggio accumulato, fa un po' rilassare la formazione del basket
volpiano che chiude il parziale 10-12 a favore degli ospiti(41-26).
All'apertura dell'ultimo quarto la ginnastica sembra avere preso ritmo
e coraggio e si avvicina ulteriormente con un paio di buone giocate in
attacco supportate da una difesa molto concentrata e efficace. Dopo un
time out, i volpianesi rientrano in campo concentati e, riprendendo le
redini del gioco, aumentano il loro vantaggio in modo da poter gestire
con tranquillità gli ultimi minuti del quarto periodo, che si conclude
20-16, per il 61-42 finale. Tanti complimenti ai ragazzi per aver espresso notevoli miglioramenti in tutti gli ambiti, esibendo un gioco efficace e in alcuni momenti anche piacevole alla vista. Va comunque fatto presente la sportività degli avversari e il discreto svantaggio con cui hanno giocato presentandosi in 9 e con un'età media inferiore(presentavano giocatori delle annate 97 e 98) che però non toglie i meriti dei volpianesi,ma che rimangono un po' delusi dalla sconfitta della settimana scorsa che, se avesse avuto un esito diverso, sommata alla vittoria sulla ginnastica,gli avrebbe permesso di scavalcare in classifica il bussoleno, finendo penultimi in classifica. Ad ogni modo dopo questa grande soddisfazione adesso si guarda con grande concentrazione al difficile impegno di sabato 14 contro venaria. January 31 Basket Volpiano-Bussoleno, 49-51 Partita alla portata sulla carta per la formazione di casa che a
differenza dell'andata schiera una formazione completa e competitiva. E
anche sul campo si dimostra tale:il primo quarto, dopo un inizio
leggermente sottotono, risulta equilibrato, finendo 16-18 per gli
ospiti. Il secondo quarto è giocato con grande intensità da entrambe le
formazioni e, finendo 12-10 per i padroni di casa, ristabilisce
l'equilibrio (28-28) prima della pausa. La seconda metà di gara si apre
male per il volpiano che incassa un parziale di 0-6 che permette agli
avversari di giocare con più tranquillità, "grazie" anche ai troppi
errori commessi in fase di impostazione e di conclusione. Alla fine del
3° quarto, finito 7-10, il tabellone mostra un 37-40 per il bussoleno.
L'ultimo quarto si mostra molto fisico e questo spaventa un po' la
formazione di casa che lascia ampi spazi agli avversari permettendogli
di giocare con 7 punti di vantaggio per quasi tutto il periodo. Il
basket volpiano inizia i 2 minuti finali sul punteggio di 41-48, ma con
una grande reazione si avvicina canestro dopo canestro arrivando a 18
secondi dal termine sul 49-51 con la possibilità di gestire l'ultimo
possesso. Un ottimo Riccardo Messa riesce a subire fallo fermando il
cronometro a 11 secondi finendo in lunetta grazie al bonus, ma, forse
tradito dall'emozione, fa 0/2 e, nonostante il rimbalzo offensivo
conquistato, la gara prosegue senza ulteriori emozioni fino alla
sirena, terminando 49-51 per gli ospiti (12-11 per il volpiano
nell'ultima frazione). Grande rammarico per aver perso una partita
incisa probabilmente da qualche decisione arbitrale, ma anche e
soprattutto dai troppi errori di ingenuità commessi dai padroni di
casa. Nonostante la sconfitta va sottolineata la buona reazione di
orgoglio dei ragazzi che li ha portati a giocare per la vittoria fino
all'ultimo secondo, che però non evita di lasciare tutti con un po' di
amaro in bocca per l'occasione persa. Ottimo resta anche il miglioramento rispetto alla gara di andata, terminata 57-32 per il bussoleno. January 18 Alter 82-Basket Volpiano, 71 - 23 Partita che evidenzia la poca preparazione degli ospiti dovuta ai pochi
allenamenti effettuati a causa della sosta natalizia e della rottura
del riscaldamento della palestra...i primi minuti sembrano far ben
sperare perchè i volpianesi passano subito in vantaggio,cosa mai
successa, per 0-2 e mostrano grinta...tengono fino al punteggio di 8-4
poi si spengono concedendo ampi spazi e molte possibilità di
contropiede agli avversari che vincono il primo parziale 35-4.Il
secondo quarto segue l'andamento di quello precedente e questo provoca
qualche nervosismo che si manifesta con reazioni che sarebbe meglio non
succedano più. A metà partita il parziale recita 53-6 e sia il
sottoscritto che anedda rimangono molto arrabbiati e delusi dalla prova
espressa fino ad ora dai volpianesi che mostrano notevoli involuzioni
sia dal punto di vista individuale che da quello collettivo. La seconda
metà di gara corregge un po' la prestazione finendo 18-17...da
segnalare il positivo esordio di Bagnasco Simone,classe '98, condita
anche da un canestro e da una grintosa prestazione difensiva. Per il
resto, bisogna un attimo cambiare la mentalità dell'allenamento e
venire per divertirsi ma anche per cercare di imparare e migliorare per
poter portare a casa la prima vittoria stagionale. Bisogna capire che
le partite rispecchiano il lavoro fatto in allenamento e quindi bisogna
impegnarsi di più per apprendere movimenti e tecniche che poi si devono
applicare durante gli incontri di campionato. January 11 Discussione su YouTube - Fabrizio De André.Amore Che Vieni Amore Che VaiDedicato al più grande cantautore italiano, a un grandissimo poeta, un gran musicista....ma soprattutto una persona UMANA...perchè ha avuto l'umiltà di stare a sentire la voce quasi impercettibile dei più deboli, troppe volte sormontata dal rumore della frenesia del mondo e dal suono della voce delle persone troppo impegnate a giudicare le vicende altrui senza sforzarsi di capirle e senza la minima intenzione a ragionare sulle proprie scelte anzichè su quelle degli altri...Ci manchi Fabrizio.... "Quando la morte mi chiederà
Citazione Discussione su YouTube - Fabrizio De André.Amore Che Vieni Amore Che Vai ricordando De Andrè pt. 1
Fabrizio Cristiano De André (Genova, 18 febbraio 1940 – Milano, 11 gennaio 1999) è stato un cantautore e poeta italiano. Nelle sue opere ha cantato prevalentemente storie di emarginati, ribelli, prostitute e persone spesso ai margini della società. Molti suoi testi sono considerati dei veri e propri componimenti poetici e, come tali, inseriti nella gran parte delle antologie scolastiche di letteratura. Faber, come spesso viene chiamato dal soprannome datogli dall'amico d'infanzia Paolo Villaggio[1], nei suoi quarant'anni di attività musicale produsse quindici album. Un numero relativamente modesto, probabilmente determinato dalla grande attenzione dell'autore alla qualità delle sue opere. Biografia [modifica]
Ecco l'ultima staffilata che, nell'agosto 1998, sollevò un'ondata di proteste e sdegno tra gli esponenti di quella classe politica e sociale che De André racchiudeva nel suo concetto di borghesia. Gli stessi che gridavano allo scandalo quando De André dedicava le sue strofe a prostitute, lestofanti e suicidi e che, alla sua morte, lo avrebbero osannato definendolo "Grande Poeta"[2]. A Fabrizio De André vanno riconosciuti il coraggio e la coerenza d'aver scelto, nella società italiana del dopoguerra, di sottolineare i tratti nobili ed universali degli sconfitti, affrancandoli dal ghetto giansenista degli indesiderabili e mettendoli a confronto con i loro accusatori[2]. Il cammino di Fabrizio De André ebbe inizio sulla pavimentazione sconnessa ed umida del carruggio di Via del Campo, prolungamento della famosa Via Pré, strada proibita di giorno quanto frequentata la notte. È in quel ghetto di umanità platealmente respinta e segretamente bramata che avrebbero preso corpo le sue ispirazioni; di ghetto in ghetto, dalle prostitute alle minoranze etniche, passando per diseredati, disertori, bombaroli ed un'infinità d'altre figure. Nella sua antologia di vinti, dove l'essenza delle persone conta più delle azioni e del loro passato, De André raggiungerà alte vette di lirismo poetico [2]. L'infanzia e la giovinezza [modifica]
Fabrizio Cristiano De André nacque il 18 febbraio 1940 nel quartiere genovese di Pegli, in via De Nicolay 12 (ove è stata posta una piccola targa commemorativa) da una famiglia dell'alta borghesia industriale cittadina. Il padre Giuseppe fu vicesindaco di Genova, amministratore delegato dell'Eridania e promosse la costruzione della Fiera del Mare di Genova, nel quartiere della Foce. Fabrizio crebbe inizialmente nella campagna astigiana, luogo dal quale la famiglia era originaria e dove si dovette trasferire a causa degli eventi bellici. Visse, poi, nella Genova del dopoguerra, scossa e partecipe della contrapposizione tra cattolici e comunisti, sovente rigidi e bigotti entrambi[2].
Il negozio di via del Campo
Dopo aver frequentato le scuole elementari in un istituto privato retto da suore, passò alla scuola statale, dove il suo comportamento "fuori dagli schemi" gli impedì una pacifica convivenza con le persone che vi trovò, in special modo con i professori. Per questo fu trasferito nella severa scuola dei Gesuiti dell'Arecco. Presso i Gesuiti dell'Arecco, scuola media inferiore frequentata dai rampolli della "Genova-bene", Fabrizio fu vittima, nel corso del primo anno di frequenza, di un tentativo di molestia sessuale da parte di un gesuita dell'istituto; nonostante l'età, la reazione verso il "padre spirituale" fu pronta e, soprattutto, chiassosa, irriverente e prolungata, tanto da indurre la direzione ad espellere il giovane De André, nel tentativo di placare lo scandalo. L'improvvido espediente si rivelò vano poiché, a causa del provvedimento d'espulsione, l'episodio venne a conoscenza del padre di Fabrizio, esponente della Resistenza e vicesindaco di Genova, che informò il Provveditore agli studi, pretendendo un'immediata inchiesta che terminò con l'allontanamento dall'istituto scolastico del gesuita[3]. In seguito il cantautore frequentò alcuni corsi di lettere e altri di medicina presso l'Università di Genova prima di scegliere la facoltà di Giurisprudenza, ispirato dal padre e dal fratello Mauro. A sei esami dalla laurea decise di intraprendere una strada diversa: la musica (suo fratello sarebbe divenuto uno dei suoi fan più fedeli e critici). Successivamente ad un primo e problematico approccio, determinato dalla decisione dei genitori di avviarlo allo studio del violino, il folgorante incontro con la musica avvenne con l'ascolto di Brassens, del quale De André tradurrà alcune canzoni, inserendole nei primi album. La passione, poi, aveva preso corpo anche grazie all'assidua frequentazione degli amici Tenco, Bindi, Paoli ed altri, con cui iniziò a suonare e cantare nel locale "La borsa di Arlecchino". De André, in questi anni, ebbe una vita sregolata ed in contrasto con le consuetudini della sua famiglia, frequentando amici di tutte le estrazioni culturali e sociali. Sovente, con l'amico d'infanzia Paolo Villaggio, cercava di sbarcare il lunario con lavori saltuari, anche imbarcandosi, d'estate, sulle navi da crociera come musicista per le feste di bordo.[4] La prima moglie di De André fu una ragazza di famiglia borghese, Enrica Rignon detta "Puny", con cui concepì il figlio Cristiano e dalla quale si separò a metà degli anni '70. In seguito al matrimonio e alla nascita del figlio, Fabrizio fu pressato dalla necessità di provvedere al mantenimento della famiglia e, visti gli scarsi introiti dalla sua attività musicale, meditò di abbandonarla per terminare gli studi e trovare un serio impiego. Fortunatamente, giunse inaspettato il successo de "La canzone di Marinella", interpretata da Mina, i cui proventi migliorarono notevolmente la situazione economica familiare. La ragione divina di De André [modifica]
I testi del cantautore, che toccano spesso argomenti religiosi, sono improntati ad una personale e disincantata visione della vicenda cristiana e, a tratti, da una intuibile spiritualità, tuttavia non riconducibili ad una definibile professione di fede. Nei brani come "Spiritual", "Si chiamava Gesù", "Preghiera in gennaio" e nel concept album "La buona novella", la figura di Cristo viene spogliata dell'essenza divina per assumere, quasi in una dimensione crociana, tutta la sua forza rivoluzionaria in favore degli ultimi. L'atteggiamento tenuto da Faber nei confronti dell'uso politico della religione e delle gerarchie ecclesiastiche è spesso sarcastico e fortemente critico nel contestarne i comportamenti contraddittori, come, ad esempio, nelle canzoni "Un blasfemo", "Il testamento di Tito", "La ballata del Miche' "[2]. L'esordio nel 1961 e il periodo Karim [modifica]
Ad ottobre del 1961[5] la Karim pubblica il suo primo 45 giri, con copertina standard forata (la ristampa del 1971 della Roman Record avrà invece una copertina curata dalla pittrice genovese Loris Ferrari, amica di Fabrizio). Il disco contiene due brani, Nuvole barocche ed E fu la notte. Nel 1962 il cantautore sostenne l'esame di ammissione come compositore alla SIAE di Roma per poter depositare a proprio nome le canzoni; nel 1997, durante la consegna del Premio Lunezia, confessò di aver utilizzato una buona parte della poesia Le foglie morte di Jacques Prévert nel testo dell'esame[6]. Negli anni successivi De André andò affermandosi sempre più come personaggio riservato e musicista colto, abile nel condensare nelle proprie opere varie tendenze ed ispirazioni: le atmosfere degli storici cantautori francesi, tematiche sociali trattate sia con crudezza sia con metafore poetiche, tradizioni musicali di alcune regioni italiane, sonorità di ampio respiro internazionale e l'utilizzo di un linguaggio inconfondibile e, al tempo stesso, semplice per essere alla portata di tutti. In questo periodo uscirono i suoi primi 33 giri. La sua discografia non è numerosissima come, del resto, inesistenti fino al 1975 erano i suoi concerti. L'album del debutto è Tutto Fabrizio De André (1966, ristampato due anni dopo con il titolo di La canzone di Marinella sotto un'altra etichetta e riportando una diversa copertina), una raccolta di alcune delle canzoni che sino ad allora erano state edite solo in 45 giri, seguita da Volume I (1967), Tutti morimmo a stento (1968), Volume III (1968), Nuvole barocche (1969); quest'ultimo è la raccolta dei 45 giri del periodo Karim esclusi da Tutto Fabrizio De André. ricordando De Andrè pt. 2Fra esistenzialismo e contestazione: dal 1968 al 1973 [modifica]
Gli anni fra il 1968 ed il 1973 furono fra i più proficui per l'autore, che iniziò la serie dei concept con Tutti morimmo a stento, a cui segue La buona novella; un album importante, che riporta il pensiero cristiano nei primitivi confini di un'umana dimensione della fratellanza, in forte contrapposizione con la dottrina di sacralità e verità assoluta, che il cantautore sostiene essere inventata dalla Chiesa al solo scopo di esercizio del potere[7]. Un crescendo creativo che, nel 1971 culminò in Non al denaro, non all'amore né al cielo, libero adattamento (eseguito insieme a Giuseppe Bentivoglio) di alcune poesie della Antologia di Spoon River, opera poetica di Edgar Lee Masters; le musiche sono composte insieme a Nicola Piovani. Nel 1972 la Produttori Associati, senza consultare l'artista, lo iscrive al Festivalbar con il brano Un chimico (pubblicato su 45 giri): De Andrè apprende la notizia dai giornali e convoca una conferenza stampa in cui dichiara che «La casa discografica mi ha trattato come un ortaggio»[8]. Dopo l'intervento del patron della manifestazione, Vittorio Salvetti, si raggiunge un compromesso: la canzone viene inserita nei juke-box, come vuole il regolamento, ma il cantautore non si esibirà durante la finale di Verona nemmeno in caso di vittoria (l'edizione vede vincitrice Mia Martini con Piccolo uomo)[9] Nell'autunno dello stesso anno pubblicò un singolo con due canzoni di Leonard Cohen Suzanne/Giovanna d'Arco (brani che verranno poi inseriti con un arrangiamento diverso nell'album Canzoni del 1974). L'album successivo fu, nel 1973, Storia di un impiegato, disincantata e sofferta trasposizione italiana del Maggio francese e dei conflitti che lo avevano determinato. Sono anche gli anni in cui De André fa le sue prime esperienze negli spettacoli dal vivo. Lavoratore instancabile e al limite del perfezionismo in studio, Fabrizio non riesce invece ad esibirsi in pubblico. Il suo timore innanzitutto è dovuto al suo problema all'occhio destro, leggermente più chiuso del sinistro, ma anche dalla precedente brutta esperienza televisiva in cui si era dimenticato le parole di una sua canzone e aveva dovuto cantarla in playback. Nel 2006 Francesco Guccini, ospite all'Università di Lettere a Genova, ha ricordato di quando si incontrarono, per via di amici comuni, sulle colline bolognesi e del fatto che Fabrizio, alla richiesta di suonare una sua canzone, avesse preteso di poter cantare con le luci spente. È un atteggiamento questo che ricorda le prime esperienze di Leonard Cohen che incise il suo primo album musicale in uno studio a luci spente e con uno specchio davanti per ricreare l'ambiente della sua camera da letto. La sua casa di produzione discografica comincia a fare delle grosse pressioni perché Fabrizio inizi un tour di concerti per l'Italia e il cantautore - come in seguito ha raccontato all'amico Cesare Romana - si presenta davanti al suo discografico e spara una richiesta di compenso esagerata, al fine di ottenere un netto rifiuto. Ma il produttore accetta senza battere ciglio. In questo modo Fabrizio è costretto ad affrontare le sue paure da palcoscenico, paure che supererà solo con gli anni, suonando e cantando sempre nella penombra e con molto whisky in corpo.
Importanti collaborazioni negli anni Settanta [modifica]In carriera, De André collaborò anche con Alessandro Gennari alla scrittura del libro Un destino ridicolo - pubblicato nel 1996 e dal quale dodici anni dopo Daniele Costantini ha tratto il film Amore che vieni, amore che vai - ed ebbe modo di lavorare - nella sua attività compositiva - con Riccardo Mannerini, poeta genovese con il quale musicò Eroina (1968) poi diventato Il cantico dei drogati.
De André con il primogenito Cristiano
A partire dal 1974, De André iniziò nuove collaborazioni con altri musicisti e cantautori: a ciò affiancò anche l'attività concertistica, mai affrontata sino ad allora. Negli anni Settanta De André tradusse canzoni di Bob Dylan (Romance in Durango e Desolation Row), Leonard Cohen ("It seems so long ago, Nancy", "Jeanne D'Arc", "Famous Blue Raincoat" per la Vanoni e "Suzanne") e Georges Brassens (lavoro che porterà all'uscita dell'album Canzoni del 1974) e collaborò con altri artisti (su tutti Francesco De Gregori, che lavorò con lui alla scrittura di molti brani dell'album Volume VIII del 1975, album non privo di sperimentazione in cui sono affrontate tematiche esistenziali quali il disagio verso il mondo borghese e la difficoltà di comunicazione); nonostante il suo carattere schivo e poco incline alle apparizioni in pubblico, accettò di esibirsi dal vivo, prima ancora del concerto alla Bussola di Viareggio, a Piazza Navona nel 1974, in occasione di una manifestazione del partito Radicale per il referendum sul divorzio, sconvolgendo migliaia di romani che avevano sognato quel momento per anni, e iniziando poi un tour con due componenti dei New Trolls, con i quali aveva già collaborato nel 1968 per i testi del loro disco Senza orario senza bandiera (Belleno e D'Adamo), e due dei Nuova Idea (Belloni e Usai). Nel 1979 si esibì insieme alla Premiata Forneria Marconi, che affrontò con successo l'ardua sfida di riarrangiare alcuni dei brani più significativi del grande cantautore genovese, arrangiamenti che Fabrizio utilizzerà fino alla fine della sua carriera. L'operazione si rivelò estremamente positiva, tanto che il tour originò due album interamente live, tra il 1979 ed il 1980, che conobbero uno straordinario successo di vendite.
Il sequestro [modifica]Nella seconda metà degli anni '70, in previsione della nascita della figlia Luisa Vittoria, De André si stabilisce nella tenuta sarda dell'Agnata, a due passi da Tempio Pausania, insieme a Dori Ghezzi, sua compagna dal 1974, poi sposata nel 1989. La sera del 27 agosto 1979, la coppia fu rapita dall'anonima sequestri sarda e tenuta prigioniera nelle montagne di Pattada, per essere liberata dopo quattro mesi (Dori fu liberata il 21 dicembre, Fabrizio il 22), dietro il versamento del riscatto, di circa 550 milioni di lire, in buona parte pagato dal padre Giuseppe. Intervistato all'indomani della liberazione (il 23 dicembre in casa del fratello Mauro) da uno stuolo di giornalisti, Faber tracciò un racconto pacato dell'esperienza («...ci consentivano, a volte, di rimanere a lungo slegati e senza bende») ed ebbe parole di pietà per i suoi carcerieri («Noi ne siamo venuti fuori, mentre loro non potranno farlo mai»). Questa posizione inconsueta, nel quadro di un invito di De André a ragionare seriamente sulla realtà sociale sarda, attirò critiche feroci di certa stampa che tese a colpevolizzare in modo retorico e sensazionalistico i sequestrati. L'esperienza del sequestro si aggiunse al già consolidato contatto con la realtà e con la vita della gente sarda, e gli avrebbe ispirato diverse canzoni, scritte ancora con Bubola e raccolte in un album senza titolo, pubblicato nel 1981, comunemente conosciuto come "L'indiano" dall'immagine di copertina che raffigura un nativo americano. Trasparente la similitudine fra il popolo indiano e quello sardo, entrambi, pare sostenere il cantante, rinchiusi in riserve se non altro culturali, entrambi vittime di dominazioni sociali, tanto che arrivò a sostenere il movimento indipendentista sardo[senza fonte] affermando «I sardi, a mio parere, deciderebbero meglio se fossero indipendenti»[senza fonte]. Sottili, ma non velate, furono le allusioni all'esperienza del sequestro: dalla stessa ripresa della locuzione "Hotel Supramonte" (con cui da sempre i sardi chiamavano l'industria dei sequestri) alla descrizione degli improvvisati banditi cui, comunque, non intese negare note di un certo romanticismo ed una connotazione di proletariato periferico che per questo meritava, coerentemente con le sue tematiche privilegiate, una forte attenzione. Al processo, De André confermò il perdono per i suoi carcerieri, ma non per i mandanti perché persone economicamente agiate[12]. ricordando De Andrè pt. 3Da Crêuza de mä ad Anime salve: anni Ottanta-Novanta [modifica]
Nel 1980 incide il singolo Una storia sbagliata, i cui brani sono editi per la prima volta in CD solo nel 2005. Il disco reca inciso Una storia sbagliata sul lato A e Titti sul lato B, entrambe scritte con Bubola. Fabrizio ricorderà in un'intervista a proposito di questa canzone:
Altre importanti collaborazioni lo videro impegnato negli anni seguenti con Mauro Pagani - per la realizzazione dell'album Crêuza de mä (1984), un progetto di Pagani che De André arricchisce con i suoi testi e che all'inizio parve un fiasco ma fu in seguito premiato dalla critica come "Album del decennio". Crêuza de mä segna uno spartiacque nella carriera del cantautore genovese: dopo questo album, Fabrizio esprime la volontà di non cantare più in italiano ma di concentrarsi esclusivamente sul genovese (che per lui non era un dialetto ma una vera e propria lingua). Ma Crêuza de mä è anche l'album che libera De André dalle impostazioni vocali ereditate dalla tradizione degli chansonniers francesi, che gli garantisce la libertà di espressione tonale al di fuori di quei dettami stilistici che aveva assorbito da Brassens e da Brel. In seguito, inizia un periodo di crisi artistica che lo porta a formulare ipotesi di collaborazioni che poi non verranno mai realizzate, come la possibilità di un album sulle musiche dell'Europa orientale con Ivano Fossati e Vasco Rossi (il quale, secondo Fabrizio, aveva un lato rock che a lui mancava). Da questa crisi riemergerà soltanto nel 1990 incidendo, ancora con Mauro Pagani e con la collaborazione di Ivano Fossati, Le nuvole (1990) titolo che (come in Aristofane) allude ai potenti che oscurano il sole[2]. Con questo album De André torna in parte al suo stile musicale più tipico, affiancandolo alle canzoni in dialetto e all'ispirazione etnica. Torna anche la critica graffiante all'attualità, in particolare ne La Domenica delle Salme e in Don Raffaè. Fossati sarà presente, inoltre, nella realizzazione del concept album di De André, Anime salve, pubblicato nel (1996). Incentrato sul tema della solitudine, è l'ultimo album in studio del cantautore.
Fra il 1990 ed il 1996 collabora con vari autori, sia come autore che come cointerprete, nei rispettivi album: tra essi ricordiamo Francesco Baccini, i Tazenda, Mauro Pagani, ancora Massimo Bubola, Max Manfredi, Teresa De Sio, Ricky Gianco, i New Trolls e il figlio Cristiano De André. Da segnalare la collaborazione con "Li Troubaires de Coumboscuro" nell'album A toun souléi, dove De André partecipa all'incisione del brano in provenzale antico Mis amour, insieme a Dori Ghezzi e Franco Mussida. L'addio fra la sua gente [modifica]Nell'estate 1998, durante la tournée del suo ultimo album Anime Salve, gli fu diagnosticato un tumore ai polmoni, che lo portò a interrompere i concerti. La notte dell'11 gennaio 1999, alle ore 02:30, Fabrizio De André morì all'Istituto dei tumori di Milano, dove era stato ricoverato con l'aggravarsi della malattia. I suoi funerali si svolsero nella Basilica di Carignano a Genova il 13 gennaio: al dolore della famiglia partecipò una folla di oltre diecimila persone, in cui trovarono posto estimatori, amici ed esponenti dello spettacolo, della politica e della cultura. Dopo la cremazione, avvenuta il giorno seguente alla cerimonia funebre, venne sepolto nella tomba di famiglia nel cimitero di Staglieno accanto al fratello Mauro, al padre Giuseppe e alla madre Luisa Amerio.
De André nella memoria collettiva [modifica]
La discografia di De André è ampia, ma non vasta come quella di altri autori del suo tempo; pur tuttavia risulta memorabile per varietà ed intensità. [13] Viene ora sapientemente riassunta in postume ricostruzioni filologiche, curate dalla moglie e da esperti tecnici del suono che si sono riproposti l'obiettivo di mantenere, nei nuovi supporti, le sonorità dei vecchi LP in vinile. Sino ad ora sono state realizzate due raccolte, entrambe in triplo CD, titolate In direzione ostinata e contraria e In direzione ostinata e contraria 2.
De André in concerto nel 1982
Alcuni fra i maggiori cantanti e cantautori italiani, nel marzo del 2000, hanno ricordato Fabrizio De André con un concerto celebrativo, al teatro Carlo Felice di Genova, interpretando i suoi maggiori successi. Di quel concerto è stato realizzato un doppio cd, dal titolo Faber, pubblicato nel 2003, i cui proventi sono stati devoluti in beneficenza. La Premiata Forneria Marconi ha eseguito, e tutt'ora esegue concerti nei quali reinterpreta le canzoni di De André, in cui si ricorda la proficua collaborazione tra il gruppo e il cantautore. A Genova, in Via del Campo, dove l'intrico di viuzze si fa congestionato come in una Qasba mediorientale, nel negozio di dischi di Gianni Tassio, mancato nel 2004 (ora il negozio/museo è di proprietà del comune di Genova) è esposta la chitarra con la quale, probabilmente, De André ha studiato i testi delle canzoni di "Crêuza de mä". Lo strumento, la "Francisco Esteve" n. 097, venne messo all'asta in favore di Emergency dalla famiglia, poco tempo dopo la sua morte, ed acquistato dai negozianti del capoluogo ligure, dopo una serrata lotta al rialzo con alcuni facoltosi collezionisti. Nonostante la loro proverbiale "tirchieria", i commercianti Genovesi arrivarono a sborsare 168.500.000 lire, per aggiudicarsi la chitarra di Faber. Ora il negozio di via del Campo, nei luoghi dove il cantautore avrebbe voluto trascorrere i suoi ultimi anni, si è trasformato in una sorta di museo, e chi vi passa davanti può ascoltare sommessamente le note delle sue canzoni; inoltre, vi si trovano esposte in vetrina le copertine originali di tutti i suoi dischi. Su iniziativa della moglie Dori Ghezzi e di Fernanda Pivano è nata la Fondazione Fabrizio De Andrè Onlus che si occupa di mantenere viva la memoria del cantautore. Molte sono le iniziative promosse, moltissimi i gesti di stima e di amore che tutta Italia porge ogni anno alla memoria di Fabrizio. Discografia [modifica]
January 03 Discussione su YouTube - Vasco Rossi-Vieni qui
Citazione Discussione su YouTube - Vasco Rossi-Vieni qui GUARDAMI!NON POTRAI MAI TROVARE UN ALTRO COME ME... SARA' DIFFICILE PERFINO ANCHE PER TE, CHE HAI SEMPRE AVUTO TUTTO, TUTTO FACILE... December 31 Buon 2009!!e v********o 2008 di "M"! so che tanti saranno già via per festeggiare il nuovo anno...ma io resto qui quindi posso scrivervi buon anno!!!!sperando che per voi il 2008 si chiuda bn e che il 2009 cominci meglio!!che se ne vada qst 2008 di merda!!!stupido anno bisestile del c***o!!!perchè,dico io,una cosa non può, cmq con alti e bassi, essere abbastanza positiva dall'inizio alla fine?il 2008 è stato un grande anno fino a luglio...agosto ancora è andato bn ma già c'erano alcune "crepe" che potevano lasciar presagire un crollo...e poi con settembre.....patatrac....ok, è vero sn entrato a medicina...ma tolto quello ZERO!!!!!!!!e da settembre le cose non sl nn sn andate avanti, ma addirittura ho fatto dei passi indietro...e nonostante tt i miei sforzi cosa ho rimediato??un bel po' di sofferenza che forse potevo tranquillamente evitarmi...che dire, speriamo sl che qst 11-12 ore del 2008 passino in fretta in modo da togliermi di dosso qst anno di "M", che per qnt fosse iniziato bn e continuato x + di metà anno alla grande, negli ultimi mesi è stato così infame da farmi vivere 1 periodo schifoso, arrivando a 1 punto in cui mi chiedo:"cosa ho combinato?".....niente...una cosa però l'ho capita grazie al 2008....che essere buoni alla fine NON PAGA NULLA!!se trovo quell'idiota che ha detto 'sta c*****a lo strangolo....più sei buono + ti trattano male!!!....cmq dopo qst bello sfogo, che vi giuro mi serviva davvero, vi auguro (e mi auguro!) un buon 2009...AUGURI!!!!!!! December 25 Buon Natale!! Auguri!!!!chiedo scusa a tt se è da una vita che qst blog è fermo ma: i bimbi non hanno più giocato, io ho preparato 2 esami, mi sn infognato con facebook, è tornato mio fratello x 1 week e ho preparto un sacco di cose per natale!oggi è Natale e siccome siete tantissimi voi che leggete qst blog e magari non vi conosco neppure,auguro tramite qst intervento a tt un felice Natale!!e colgo l'occasione per lanciare un messaggio: in qst gg tt si scambiano regali magari per ricambiare quelli ricevuti: allora facciamo un bel regalo al nostro pianeta che tanto ci ha dato e continua a darci molto, prendiamoci l'impegno, nel 2009, di rispettarlo un po' di più riducendo gli sprechi!!!staccate i caricabatterie dei cellulari dopo averli usati, xk consumano l'85% dell'energia in una loro vita media rimanendo attaccati alla corrente senza caricare nessun telefono, spegnete le luci accese che non vi servono, spegnete le lucine di stand-by dei televisori (una tv consuma il 50% della sua energia in una sua vita media solo per tenere accesa quella lucina!!), spegnete i pc se non li usate, qnd accendete il gas per cuocere fate in modo che la grandezza della fiamma non superi la grandezza della base della pentola che usate, chiudete l'acqua qnd vi lavate i denti, non usate la macchina per fare piccoli tragitti, non accendete il riscaldamento xk avete freddo se avete finestre aperte o se girate x casa in canottiera e pantaloncini, usate oggetti a energia solare anzichè a batteria (per esempio il mio orologio va a energia solare), non lasciate correre l'acqua per lavarvi aspettando che si scaldi, riciclate i rifiuti....di cose da fare ce ne sono molte!non mettetevi in testa l'idea che nel vostro piccolo non possiate porre rimedio agli sprechi!se ogni persona facesse qlcs nel suo piccolo, a lvl mondiale si potrebbe fare moltissimo!!il nostro pianeta è uno solo...facciamo in modo che non solo noi, ma anche i nostri futuri figli/nipoti ci possano vivere in maniera serena!! con qst proposito vi lascio il link con un filmato riguardante la "vita dei materiali"...o meglio dei rifiuti....vi chiedo per favore di trovare 10 minuti del vostro tempo per vedere qst informazioni che vi do...e vi chiedo di diffonderla...+ gente rema nella stessa direzione più si arriva velocemente e con meno fatica al nostro obiettivo!!!BUON NATALE!! link:Story of stuff-part 1 -(in ita) http://it.youtube.com/watch?v=18a1GQUZ1eU&feature=related Story of stuff-part 2 -(in ita) http://it.youtube.com/watch?v=fRrpNgIG0jA&feature=related Story of stuff-part 3 -(in ita) http://it.youtube.com/watch?v=PT5OTsnGwsw&feature=related December 06 ...e siamo a due!!! ...e ieri, 5/12/2008, ho scritto la mia seconda canzone!!!evviva!!la prima era del 13/10/08... November 30 Basket Volpiano - A. Franzin Valnoce 46-92 Partita delicata con la seconda in classifica che schiera un '95 due
'97 e tutti '96...la gara inizia malissimo come al solito:oltre ad
alcuni acciacchi che costringono la squadra a privarsi di 2 titolari e
del proprio sesto uomo,il primo quarto finisce 2-30 per gli
avversari,che grazie ai suoi due lunghi domina sotto i tabelloni e ci
fa correre da tutte le parti senza riuscire a trovare una soluzione.il
secondo quarto inizia nello stesso modo e bisogna aspettare solo i
minuti finali per vedere una reazione della squadra, che chiude il 2°
quarto 10-18 (la partita però è ormai sul 12-48).dopo una breve pausa
la squadra, strigliata dalle mie urla e motivata dalla presenza dal
coach della prima squadra, Felice Di Bari, reagisce con orgoglio
mostrando impegno e voglia di fare una buona prestazione.il terzo
quarto infatti viene giocato bene da tutti, soprattutto nella fase
offensiva, e si chiude 17-18 per gli avversari (29-66).l'ultimo quarto
viene giocato quasi con pari spirito e intensità e infatti si chiude
17-26 per gli avversari, che vincono l'incontro 92-46. Da registrare la
buona capacità di reazione dei ragazzi nel cercare di salvare l'onore
in una partita che, dopo il primo quarto, lasciava pochissime (se non
nulle) possibilità di vittoria e la buona prestazione offensiva
nonostante i soli 2 punti nei primi 10 minuti (la squadra ha fatto poi
registrare il record di punti fatti in una gara, cioè 46). Da rivedere
principalmente sono l'approccio alla partita, in modo da giocare con
intensità per 40' invece che solo per 20', e la difesa individuale che
ha faticato davvero troppo, stabilendo il record, purtroppo negativo,
di punti subiti in una partita ufficiale (92). Ora si guarda con gran fiducia al girone di ritorno in cui i ragazzi hanno le carte in regola per centrare la prima vittoria. ps: da ringraziare l'arbitro, Alessandro Furbatto, per la sua disponibilità ad arbitrare, e la squadra avversaria per la disponibilità concessa a far scendere in campo un nostro giocatore senza la presenza al momento della gara del documento ufficiale e per la correttezza mostrata in campo. November 20 Evvai!!November 14 Bussoleno-Basket Volpiano 57-32 Partita che già dalle convocazioni parte male:giovedì sera si sa che si
andrà a giocare in 9 con le assenze di 3 lunghi dei 4 presenti nel
roster...e questa notizia peggiora nel vedere l'altezza e il fisico dei
giocatori avversari,in particolare del 28...dei primi 2 quarti c'è poco
da dire, tolto che in 20' si fanno 2 canestri su azione(e 2 tiri
liberi), si subiscono 40 punti e si gioca il peggior basket fino a ora
espresso dalla squadra...la pausa a metà campo e le mie urla svegliano
la squadra ke finalmente ascolta i miei consigli e comincia a insistere
con aperture sulle corsie laterali per sfruttare la maggior velocità e
con le penetrazioni che costringono gli altri a caricarsi di falli (nel
terzo quarto si è giocato per 7' con il bonus e a fine partita 3 dei
loro 4 giocatori + pericolosi hanno finito con 4 falli)...il terzo
quarto si chiude infatti con un ottimo 14-6...l'ultimo quarto segue lo
stesso filone e si chiude 12-11 in favore nostro....gran rabbia per
l'occasione persa sia per le assenze e sia per una partita che nella
seconda metà ci ha visti prevalere 26-17, ma che si chiude con un -25
se sommato al 6-40 dei primi 2 quarti...come sempre serve pazienza....e
quando si comincerà a giocare tutti i 40 minuti magari si strapperà
qualche vittoria....prossima partita sabato prossimo(22/11) a
venaria.... November 13 Primo (e secondo) contest per il mio blog chi mi conosce sa benissimo qnt io sia competitivo...e visto che il mio blog hanno detto in tanti che mi rispecchia tantissimo..xk non devo mettere alla prova anche lui?!così vi informo che mi sono iscritto al primo (e al secondo!) contest per blog! ecco la "locandina" del primo ecco la "locandina" del secondo November 08 Basket Volpiano-Alter 82 37-77 Partita casalinga di esordio con grande
rammarico...parte male prima ancora di inziare vedendo che gli
avversari schierano una rosa di tutti '96 e un '98 contro un mio roster
di due '97,un '95,tre '98 e sei '96....primo anno di campionato per gli
avversari ma non di allenamenti,cosa che si vede nel buon bagaglio
tecnico di cui dispongono...il primo quarto inizia male
facendo riaffiorare i fantasmi dell'usac:4-27. Dopo una minima
organizzazione per le rimesse e qualche cambio la squadra si sveglia e
lancia un ottimo parziale di 17-8 che si interrompe per un time out
avversario che rompendo il ritmo permetto agli avversari di segnare un
canestro prima del riposo(21-37 a metà gara).Dal 3° quarto
l'organizzazione si spegne improvvisamente:non c'è più ordine nelle
rimesse con cui si regalano tantissimi palloni agli avversari che
chiudono il terzo quarto 8-24 (29-61).L'ultimo quarto inizia sulla
stessa lunghezza d'onda del precedente:nei primi 6 minuti si vede un
solo canestro fatto mentre gli avversari allungano e ci tengono nella
nostra metà del campo.Gli ultimi 4 minuti con un time out si riesce a
ristabilire un minimo di organizzazione e si riesce a tenere testa
all'Alter 82,finendo questi 4' 6-6 e il periodo 8-16(risultato finale
37-77).
Rammarico per aver perso una partita che, se proprio non si poteva vincere, si poteva perdere per un paio di canestri, visto che sono stati fatti, tra il secondo quarto e la seconda metà dell'ultimo, 23 punti in 14 minuti, mentre nel restante tempo 14 punti in 26 minuti.Bisogna portare pazienza perchè c'è tanto da lavorare e il lavoro di 2 settimane lo testimonia ( 13 punti in più della prima di campionato nonostante la maggior età dei giocatori dell'Alter 82).Complimenti agli avversari per la vittoria meritata e per la correttezza in campo.Ora si lavora con gli occhi puntati alla terza giornata. |
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